Una storia 'segreta' di Pellestrina

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La nave Kadima/Una storia 'segreta' di Pellestrina

Se passeggiate per Pellestrina, in sestier Scarpa verso nord, nei pressi della chiesetta della Madonna della Carità, prima del cantiere navale ACTV, già De Poli, non mancate di dare un'occhiata, sulla banchina, a una targa commemorativa.

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  • Chiesa
  • Riva

Ricorda dal 2017, per volere della Comunità ebraica veneziana e della Municipalità di Lido e Pellestrina, un episodio di cui la memoria  isolana non  portava, solo apparentemente, traccia.

Da quel punto  nel novembre del 1947 salpò clandestinamente la nave Kadima con 794 persone, donne e uomini europei, migranti illegali verso il futuro Stato di Israele.
Kadima era una nave da carico riadattata per passeggeri nel cantiere  vicino. Il nome originario era 'Raffaelluccia'.
Venne intercettata da aerei inglesi e poi obbligata da una corazzata a far rotta verso Haifa. In seguito, dopo qualche giorno passato in un campo di concentramento, i passeggeri furono caricati senza resistenza su un’altra nave, che li scortò nel campo di internamento inglese a Cipro. Di lì in seguito poterono poi, finalmente, raggiungere la loro meta.
Sulla vicenda e  sul contesto  drammatico in cui si inserisce, quello degli oltre 25mila profughi “clandestini del mare” sopravvissuti alla Shoah che tra il 1945 e il 1948 passarono sul suolo italiano in cerca di una nuova vita, potete leggere   il testo gentilmente inviatoci da Marco Zanetti, pubblicato nella rivista Mediterranea n. 48 2020, disponibile su www.mediterranearicerchestoriche.it.

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(inserito da Rossella Favero e Diego Formenton)